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OM 665

omgabford20151107.jpg
Anno 1926, targhe europee del 2012 rifatte nere (gabford).

Data: 07/11/2015
Commenti: 8
Visualizzazioni: 2147
Commenti
#1 | bob91180 il 07/11/2015 10:45:56
Trionfatrice alle prime edizioni della freccia rossa ... ogni anno tre o quattro esemplari partecipano regolarmente ...
Di una di queste ho un aneddoto personale , ma non vorrei tediare troppo ...
Motore 2 litri 6cil. con circa 50cv ...
#2 | Uno Turbo D il 07/11/2015 11:36:19
Eh no, ora l'hai detto e io personalmente lo vorrei sentire, amante degli aneddoti come sono Smile
#3 | Alfa33 il 07/11/2015 15:21:20
Complimenti, avvistamento "superbo"; quando si parla della OM istintivamente mi vengono in mente i camion, ma negli anni 20 la casa costruttrice aveva ambizioni ben diverse.
#4 | Markino il 07/11/2015 16:52:29
Sono almeno 5 o 6 gli esemplari di OM "665" iscritti ogni anno alla Mille Miglia rievocativa (la maggior parte in mani straniere, ad ennesima dimostrazione di come le glorie patrie siano oramai venerate più all'estero che da coloro che ne avrebbero il naturale onere), e ricevono stabilmente i primi numeri di iscrizione, in omaggio alla vettura che si aggiudicò i primi tre posti nell’edizione d’esordio, quella del 1927, della più straordinaria competizione mai disputata su strada pubblica. Ma anche il Gran Premio Nuvolari, che segue, seppur a distanza, la Mille Miglia per qualità e quantità delle vetture schierate, ne annovera ogni anno almeno una o due. Ed è proprio dalla manifestazione mantovana che, con tutta probabilità, proveniva questo straordinario esemplare, mai visto prima dello scorso settembre, la cui ritargatura con foggia simil-britannica potrebbe far pensare ad un recente rimpatrio – una volta tanto, e non è l’unica – da un paese dove le OM ottennero un buon successo commerciale.
Lo stemma sul radiatore recita “Officine Meccaniche Milano – Brescia, già Miani Silvestri & C. A. Grondona Comi & C.”, riassumendo quindi una storia aziendale che, partita addirittura nel 1848 con Benedetto Grondona, costruttore di carrozze a Milano, ricevette ulteriore impulso con Giovanni Miani e poi con l’ingegner Girolamo Silvestri, nettamente orientati alle costruzioni ferroviarie e di tram elettrici. Le Officine Grondona, divenute un’importante realtà industriale milanese, confluirono a fine secolo nella “Miani & Silvestri”, fondata nel 1890, che si ampliò nel 1917 acquisendo l’impresa automobilistica bresciana Zust. La ragione sociale mutò in “Officine Meccaniche”, e, dal 1918, il nuovo marchio O.M. trovò posto sui radiatori di vetture molto simili alle precedenti Zust, poi evolute in nuovi modelli, sempre contraddistinti da un numero a tre cifre, il primo dei quali esprimeva i cilindri, e gli altri due l’alesaggio. Succedute alle “465” e “467”, negli anni ’20 le “469”, di taglia medio piccola, furono il cavallo di battaglia della O.M., mentre alle grosse "665", in produzione dal 1923 - ed evolute nel 1928 nel tipo “SMM” - fu riservato il ruolo di vetture brillanti e sportive, consacrato nelle vittorie in diverse competizioni, tra le quali spicca appunto la prima Mille Miglia, tutta all’insegna della “brescianità”.
La “665” in foto mostra una configurazione Torpedo a quattro porte, e, dato l’anno, potrebbe essere una “N” a passo lungo, misura riservata alle versioni civili (per le "corsa" il passo era leggermente inferiore), forse carrozzata direttamente nel paese di esportazione (per mia ipotesi, la Gran Bretagna).
Nonostante la fama conquistata a livello internazionale, le difficoltà economiche causate dalla recessione mondiale costrinsero la O.M. a cedere al principale costruttore nazionale, l’unico che disponesse del respiro finanziario necessario per navigare in quelle acque agitate; la FIAT assorbì la O.M. nel 1933, decretando la fine delle produzioni automobilistiche e riconvertendo l’azienda alla produzione di macchine agricole e di autocarri, ai quali oggi i non esperti di motorismo associano automaticamente il glorioso marchio.
#5 | dariuzzo il 07/11/2015 22:02:02
Bene la targa rifatta nera, ma con quelle lettere CUBITALI è ridicola Shock
#6 | AP il 07/11/2015 22:22:07
La particolare targatura dovrebbe rifarsi alle "vecchie" targhe inglesi.
#7 | bob91180 il 08/11/2015 01:17:28
Appunto alcuni anni fa , ero in campagna da mia suocera per assistere al passaggio del GPN ... proprio nei pressi del ns cancello una "Superba" rimane in panne per un guasto alla trasmissione ... l'equipaggio (fendt fendt) scende e chiama l'assistenza che sopraggiunta ci chiede di custodire per qualche ora la vettura in giardino , cioe' il tempo necessario di andare a recuperare il carrello per poi rientrare in germania ...
#8 | TanteUno il 30/04/2017 00:40:59
Qualche sabato fa devo fare una commissione in paese. Decido di uscire a piedi, con tanti di figli piccoli, uno in bici e uno in passeggino. Abito in una zona residenziale di un piccolo paese, lontano da strade trafficate.

Mi ero portato la reflex perché ogni tanto si vede qualche storica, per la maggior parte 500 o auto analoghe come rarità.

Immaginate lo stupore quando a pochi metri da casa mi vedo passare sotto al naso questa vettura. Riesco a fotografarla al volo (ho la foto, che non pubblico qui perché non aggiunge niente a quella già pubblicata).
Non faccio a tempo a riprendermi dallo stupore che ne vedo passare un'altra molto simile e poi via via molte altre storiche. A quel punto capisco: sono casualmente capitato sul percorso del Franciacorta Historic, che non conoscevo e che non sapevo che passasse a pochi metri da casa mia.
Ho scattato parecchie foto, ovviamente tutte non inviabili. Ma quanto meno mi sono lustrato gli occhi Grin
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