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Ansaldo 4F Torpedo

ansaldodiego20181111.jpg
Anno 1927 (diego h14).

Data: 11/11/2018
Commenti: 23
Visualizzazioni: 2260
Commenti
#1 | time101cv il 11/11/2018 09:43:33
La targa è "CA 0005--"
#2 | peppecantarella il 11/11/2018 09:48:15
Ritengo di potere affermare che si tratti dell'avvistamento del secolo, altro che targa nera dell'anno!!! sia per la rarità dell'autoveicolo, sia per il valore eccezionale della targa, sopravvissuta alle vicende storiche
#3 | neim4 il 11/11/2018 09:49:42
Markino buongiorno! Grin
Complimenti Diego!claps
#4 | astraG il 11/11/2018 09:52:16
Che orgoglio che nella mia citta' circoli una tale meraviglia
Targa pazzesca!
Spero di riuscirla a vedere quando scendero' per le ferie
#5 | oinotna il 11/11/2018 10:43:54
Immagino venga usata con estrema parsimonia!!!
#6 | Cesco il 11/11/2018 10:47:58
Svengo.
Plof.
#7 | Astrale il 11/11/2018 12:22:54
Che dire......una meraviglia......
#8 | FeDeesse il 11/11/2018 12:50:44
pazzesca. storia dell'auto...
#9 | Markino il 11/11/2018 12:53:33
Molto nota nell'Isola, oggetto di un paziente e meticoloso restauro integrale condotto in prima persona da un eclettico appassionato, che l'ha ritrovata diversi anni fa in condizioni disperate, questa Ansaldo è un raro esempio del tentativo della gigantesca conglomerata della meccanica fondata dall'Ingegner Giovanni Ansaldo nel 1853 nella "mia" Sampierdarena (allora Comune autonomo) di conquistare un proprio spazio nel mercato dell'automobile.
Un po' di storia è d'obbligo. La prima guerra mondiale, che l'Italia aveva affrontato nonostante gravissime carenze strategiche e di equipaggiamento, aveva richiesto un enorme sforzo produttivo in armamenti e mezzi di ogni genere, nel quale erano state coinvolte le principali imprese industriali, in gran parte dislocate nel Nord-Ovest, coordinate da apposite strutture costituite nell'ambito del Ministero della Guerra, e gestite da militari con al vertice il generale Alfredo Dallolio. La Mobilitazione consentì alle imprese più strutturate, e più ricche di fonti di finanziamento (lo Stato pagava profumatamente le forniture, ma sovente con forti ritardi), di espandersi a ritmi impensabili in periodo di pace; FIAT e Ansaldo crebbero in modo vertiginoso, arrivando a fine conflitto ad impiegare, rispettivamente, 40mila (dagli iniziali 4mila) e 100mila dipendenti, e aumentando diverse volte il proprio capitale sociale. In quei pochi anni, l'Ansaldo dei fratelli Perrone assunse una condotta molto aggressiva verso il suo principale concorrente, rastrellando azioni sul mercato nell'ottica di una "scalata" che lo portasse entro la propria orbita, per creare un Gruppo dalle dimensioni ciclopiche, ma l'offensiva fu respinta dalla FIAT grazie ai rapporti intessuti con le principali banche (Commerciale e Credito Italiano), insieme alle quali fu pattuita una tregua che portò al "congelamento" di grossi pacchetti azionari.
Al termine del conflitto, al pari della FIAT, l'Ansaldo si trovò a dover gestire una difficile riconversione produttiva, nel cui ambito fu istituita un'autonoma divisione automobilistica, che prese avvio nel 1919 a Torino, dove sorgevano gli stabilimenti che l'Ansaldo aveva rilevato dalla Transaerea nel 1916, destinandoli alla produzione di velivoli ad uso bellico. Già nel 1921, il Gruppo fu travolto dal pesante dissesto della sua principale finanziatrice, la Banca Italiana di Sconto, della quale l'Ansaldo stessa era proprietaria, esempio tipico di quella "fratellanza siamese" tra banca e industria che sarebbe definitivamente deflagrata nei primi anni '30. I Perrone furono estromessi dalla conduzione aziendale, e il controllo dell'Ansaldo fu assunto da una struttura pubblica, il Consorzio Sovvenzioni Valori Industriali, una delle tante realtà sorte con il contributo di una figura del calibro di Alberto Beneduce, e che, molto sommariamente, si può considerare antesignano dell'IRI.
La produzione automobilistica dell'Ansaldo, che aveva per suggestivo simbolo due cannoni incrociati, a rimarcare lo spirito guerrafondaio della Capogruppo, nonostante le difficoltà e i rivolgimenti descritti riuscì a conquistare un qualche spazio nell'esiguo mercato interno, e sui mercati di esportazione, grazie alle avanzate caratteristiche delle sue vetture, che andavano dalle taglie medie, come questa "4F" in foto, sino a modelli più grossi e lussuosi, come la "4H" Torpedo con prima targa PA esposta al Museo di San Martino in Rio, o la "Tipo 22" a guida interna con prima targa GE che si può ammirare al museo Nicolis. La recessione mondiale innescata dai crolli della borsa di New York dell'ottobre 1929 (proseguiti sino al 1932), giunta in Italia con qualche ritardo, portò nel 1933 l'Ansaldo nell'orbita della neonata IRI, e, in un'ottica di inevitabile razionalizzazione produttiva, segnò la fine della sua avventura automobilistica, con il sicuro gradimento della FIAT.
Avvistamento senza dubbio spettacolare, anche per la persistenza della targa d'origine; la vettura è rifinita in amaranto, con parafanghi neri. L'unica altra "4F" che ho avuto modo di incrociare, qualche anno fa, è una meravigliosa fuoriserie Torpedo del 1926, con targa a quattro cifre ME, verniciata in giallo con parafanghi bluette.
#10 | free_runner il 11/11/2018 14:06:09
claps
all'interessantissimo commento precedente a questo!
claps
al proprietario e all'avvistatore!
#11 | Cesco il 11/11/2018 14:20:18
La vettura è (giustamente) salita agli onori della cronaca


http://sardiniapo...ritrovato/
#12 | Alfa33 il 11/11/2018 15:19:59
Avvistamento e disamina eccellenti.
#13 | Uno Turbo D il 11/11/2018 18:12:39
Che avvistamento coi fiocchi, spettacolare! Eccellente l'intervento di Markino, mai noioso e sempre gradito.
#14 | Pierandrea 82 il 11/11/2018 18:33:13
Complimenti Diego,e complimenti al sign.Fois!
#15 | Frabo187 il 11/11/2018 20:09:17
Non ho parole.. Che targa.. Che macchina!!! claps
Un grande grazie come sempre a Marco per le delucidazioni che da sempre lo contraddistinguono, e senza le quali spesso non saprei come documentarmi.
#16 | Themarcello il 11/11/2018 23:38:34
Avvistamento da urlo!!
Marco sempre eccellente!
#17 | Neeskens78 il 13/11/2018 13:30:26
avete già scritto tutto voi. mi associo semplicemente con un enorme grazie a Marco per la conoscenza, a Diego per l'avvistamento e uno altrettanto enorme al proprietario per la dedizione
#18 | deltago92 il 13/11/2018 20:02:02
questa Ansaldo è un raro esempio del tentativo della gigantesca conglomerata della meccanica fondata dall'Ingegner Giovanni Ansaldo nel 1853 nella "mia" Sampierdarena (allora Comune autonomo) di conquistare un proprio spazio nel mercato dell'automobile.

è collegata in qualche modo all'Ansaldo che si trova sotto al ponte Morandi o si tratta solo di omonimia?
#19 | Markino il 13/11/2018 21:11:38
E' ovvio che, in oltre 160 anni di storia, il Gruppo Ansaldo abbia mutato più volte pelle ed assetti proprietari (oramai non più interamente pubblici/nazionali), e che le costruzioni ferroviarie, navali e di armamenti siano state sostituite da tempo nel core business aziendale da altre attività, ma le origini dello stabilimento di Via Lorenzi sono quelle; vi hanno sede produzioni dell'Ansaldo Energia, specializzata nella realizzazione chiavi in mano di impianti per la generazione di energia elettrica, con contratti in ogni parte del mondo.
Tra l'altro, proprio qualche giorno prima dell'infausto 14 agosto, Vincenzo, che era stato in quel sito piu volte per lavoro, mi descriveva le sue poco rassicuranti sensazioni nell'osservare dal basso quell'imponente e altissimo viadotto, al che gli avevo raccontato quel che sapevo della sua storia e delle sue infinite manutenzioni. La mattina del 14, a poche decine di minuti dal crollo (del quale avevo solo udito un cenno in chiusura del TG3 nazionale), mi chiama lui stesso.... "è quello di cui parlavamo l'altro giorno il ponte che è venuto giù ?"...
#20 | neim4 il 14/11/2018 13:28:18
Guardando su targheitaliane ho notato che anche la CA 001 era una Ansaldo!
#21 | time101cv il 14/11/2018 18:20:31
Leggendo i commenti che avete scritto, mi viene il dubbio che ci sia stato un equivoco a proposito della targa.
Questa Ansaldo non ha la traga numero 5 della provincia di Cagliari, ha una targa a 3 cifre, di cui la prima è 5, mica potevo svelarle tutte. Pfft
Rimane comunque una targa molto rara, e di conseguenza preziosa.
#22 | Markino il 14/11/2018 20:28:52
Tranquillo Rosario, era chiarissimo sin dall'inizio, per la quantità di "zeri" che hai anteposto al "5" Wink
#23 | diego h14 il 15/11/2018 16:55:07
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